Monday, May 29, 2017
Osservatorio sul mondo
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J. F. Kennedy al suo discorso di insediamento del '62

"Non chiederti che cosa può fare il tuo paese per te, ma chiediti che cosa puoi fare tu per il tuo paese!"

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(traduzione e adattamento a cura di Andrea Ghilardi, revisione linguistica a cura di Morena Vannucchi – Lucca, aprile 2000)

[...]

In quei giorni ero in procinto di iscrivermi all'Università della Columbia, e non c'è bisogno di dirvi che le tasse di iscrizione erano maledettamente alte; se mi ricordo bene la bellezza di trecentosessantacinque dollari a trimestre.
Io non potevo permettermelo. E così cercai in giro qualsiasi cosa che potesse aiutarmi a raggiungere la sospirata iscrizione. Una delle cose che feci fu di unirmi alla NYA, National Youth Administration, che era un'organizzazione per l'aiuto agli studenti meritevoli. Ti davano da fare semplici lavoretti, e la fantastica somma di quindici dollari al mese, questo ti permetteva di continuare la tua istruzione. La mansione assegnatami era di fare da segretario per un sociologo che stava scrivendo un libro intitolato "Le Resistenze Sociali ai Cambiamenti Tecnologici". E tutto quello che mi veniva chiesto di fare era: andare in biblioteca con una lista di riferimenti bibliografici, chiedere i libri, cercare le pagine che contenevano i paragrafi richiesti, e ricopiarli a mano... perché quelli erano i giorni prima dell'avvento della fotocopiatrice. Ed ero fortunato perché altrimenti sarei morto di fame. Ricopiato a mano quanto richiestomi, a casa poi dovevo battere tutto a macchina. Ora era impossibile per me ricopiare il tutto e batterlo a macchina senza leggere ogni cosa. Come risultato, lessi perlomeno il novanta percento dei testi. Bisogna che vi spieghi come normalmente vengono scritti i libri “colti”, nel caso che voi vogliate scriverne uno. Per prima cosa dovete scegliere un migliaio di riferimenti bibliografici, scelti a casaccio... Quindi li mettete nel libro secondo l’ordine con cui lì trovate... infilate una o due righe del vostro sacco tra uno e l’altro, mischiate il tutto.... E siete a posto.
Leggendo tutti questi estratti bibliografici, scoprii con mia grande sorpresa che in tutta la storia c’era stata resistenza... una dura, esagerata, incredibile resistenza a qualsiasi avanzamento tecnologico significativo che aveva avuto luogo sulla terra. Normalmente a opporre resistenza erano quei gruppi che temevano di perdere la loro influenza, lo status, soldi... come conseguenza del cambiamento;
Benché nessuno mai ammettesse tali ragioni all’origine della propria opposizione, anteponendo il bene supremo dell’umanità a interessi ben più meschini...
Per esempio, quando il servizio di diligenze a cavalli prese piede in Inghilterra, i proprietari dei canali che sino ad allora avevano avuto il monopolio del trasporto, obbiettarono non che i loro profitti sarebbero calati, (che era la realtà), ma che la grande velocità delle carrozze lanciate a quindici miglia orarie, avrebbe per il principio di Bernoulli risucchiato l'aria fuori dai polmoni dei passeggeri ...
(Sapete, quando devo raccontare questa storia ad un pubblico non tecnico, devo omettere il principio di Bernoulli, che è la cosa che rende gustoso l'episodio).
Naturalmente la gente delle diligenze se la rideva di tali argomenti, giacché per confutarli bastava che loro spingessero la carrozza a quindici miglia all'ora con i passeggeri dentro e dimostrare così che non c'era alcun pericolo. Loro (i cocchieri) comunque ben memorizzarono gli argomenti dei loro oppositori, e li utilizzarono in seguito all'avvento delle ferrovie.
Dunque, leggendo e rileggendo tutto questo nel giro di pochi mesi, mi dissi: ehi potrei ricavarci un bel sillogismo! Perché, vedete, ho studiato anche materie umanistiche, e mi è stato insegnato cos'è un sillogismo. Non so se voi gente sapete cos'è un sillogismo .... L'unità di misura del sillogismo è un Aristotele...
E... per metterla in termini tecnici: un Aristotele al secondo è un sillogismo veloce.

[...]

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Arthur Schopenhauer (da Aforismi sulla saggezza della vita, Newton Compton editori s.r.l., 1994, p. 157):

[…] ci si deve guardare attentamente dal farsi un’opinione troppo favorevole di una persona appena conosciuta, altrimenti

Wednesday, 06 October 2010 18:20

Dalla pseudo-lettera di Capo Sealth

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Il Grande Capo che sta a Washington ci manda a dire che desidera comprare la nostra terra.

 

[…] Ma come si può acquistare o vendere il cielo e il calore della terra? Questa idea è strana per noi. Se non sono nostri la freschezza dell'aria e lo scintillio dell'acqua, come potete comprarli da noi?