Monday, May 29, 2017
Osservatorio su Ariccia
Monday, 17 December 2012 10:19

Avevamo ragione

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Ricordate i nostri manifesti con i quali abbiamo denunciato l’affidamento irregolare di un servizio comunale a una cooperativa sociale coordinata da un “galoppino elettorale” della compagnia di Emilio Cianfanelli?

Ora, anche il Consiglio della A.V.C.P. (Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture), con la deliberazione n. 94 del 7 novembre 2012, depositata il 10 dicembre scorso, dandoci di fatto ragione su tutta la linea, sostiene che la gara per l’affidamento del servizio di mensa scolastica non poteva essere riservata alle cooperative sociali e, soprattutto, che la cooperativa a cui fu aggiudicato questo servizio non poteva partecipare alla procedura di gara, poiché era priva, al momento della presentazione della domanda, del requisito fondamentale e necessario dell’iscrizione alla sezione B dell’albo regionale delle cooperative sociali.

Non c’è che dire: una vicenda dalla chiara impronta clientelare che, se da una parte ci offre (ma non ne avevamo bisogno) un ritratto efficace del livello di legalità nell’amministrazione cianfanelliana, dall’altra non potrà non avere conseguenze penali, sia per gli aspetti sinora emersi sia per altri aspetti connessi, piuttosto miserandi, che non erano a conoscenza della A.V.C.P., ma che, purtroppo per qualcuno, lo sono a noi.

Attraverso il link sottostante, mettiamo a disposizione il testo integrale della deliberazione, precisando, per aiutare il lettore nella comprensione del testo, che l’acronimo S.A. sta per “stazione appaltante”, cioè il Comune di Ariccia.

Deliberazione della A.V.C.P. n. 94 del 2012

 

Monday, 03 December 2012 13:43

Compagnia Cianfanelliana Cementisti

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L’ultimo manifesto della C.C.C. (Compagnia Cianfanelliana Cementisti) è ridicolo. E. Cianfanelli: al debutto in politica era anticomunista, ora dice che è di sinistra; in quella remota epoca Andreotti presiedeva il Consiglio dei Ministri e Leone era Presidente della Repubblica, c’era ancora l’Unione Sovietica di Breznev, in Cina comandava Deng Xiaoping e in Cile Pinochet. Parliamo, cioè, di uno che viene dalla preistoria, ma tacciamo, per pietà, sui suoi innumerevoli cambi di casacca (sempre quelle del potere, dalla D.C. in poi), ragione sufficiente perché L. Barbetta, coordinatore del comitato locale per Renzi, ne voglia, per coerenza, la rottamazione. Diremo poi dell’accordo elettorale sottobanco (pratica per lui usuale) nel 2011 di E. Cianfanelli, spinto dalla sua patologica brama di aver la poltrona a ogni costo, con affaristi di tutte le stagioni politiche tenuti da noi sanitariamente lontani.

Non rispondono, perché è verità granitica, alle accuse sulle loro malefatte (incarico clientelare vietato al tesoriere locale del P.D., vettura pubblica usata come privata dal segretario locale del P.D., ricco servizio comunale dato irregolarmente a una cooperativa coordinata da un loro “galoppino elettorale”), sullo sfascio a cui hanno condotto Ariccia, sul prosciugamento delle casse comunali, sui finanziamenti regionali persi per incapacità, sulle loro fandonie circa il livello di raccolta differenziata dei rifiuti raggiunto e la diminuzione della relativa tariffa. Allora che fanno? Come bambini “pizzicati” a combinar guai, incolpano altri.

Parlano a vanvera dei loro casini urbanistici, contrariati – così sembra – come per una insoddisfatta aspettativa (di che?), mostrando il solo loro interesse: il cemento (ecologico il loro, inquinante quello degli altri) e l’urbanistica, purché non sia pianificata, cioè con regole fissate a priori e valide per tutti in casi analoghi, ma contrattata. Roberto Di Felice mai ha votato cementificazioni, mentre E. Cianfanelli e i suoi le hanno votate in gran numero o persino sanate quando potevano esser demolite (è il caso di Panorama). In quanto al disegno di sfregiare Vallericcia con una strada più comoda per il maneggio dei figlioli, la faccia con soldi suoi!

Giravolte nostre? Altra fandonia! La verità è: nostro volontario e igienico distacco dai supertraditori dei programmi elettorali concordati. Ecco invece un campionario dei loro voltafaccia, questi sì veri: «reiterati episodi di malcostume politico, sommati agli “affari” urbanistici», i primi compiuti e i secondi permessi da V. Cianfanelli e L. Sallustio in cambio della presidenza del consiglio comunale data a questa dal centro-destra (lettera del 22.11.2004 di E. Cianfanelli e altri della C.C.C.); «conclamato e reiterato comportamento collusivo con la Giunta di centrodestra» da parte di quei due (lettera del 17.10.2005 di E. Cianfanelli e altri della C.C.C.); «tentato saccheggio urbanistico» di Ariccia con il «sostegno» degli stessi due (dichiarazione di E. Cianfanelli del 9.5.2006 su Margherita online). Dopo averli ritenuti la peste o Bonnie e Clyde, il “coerente” (ma solo a Scherzi a parte) E. Cianfanelli li considera i suoi favoriti. Il proverbio dice: chi si somiglia si piglia.

Ma c’è altro, ancor più grave. Il 16 agosto 2011 (n. di prot. 21639) E. Cianfanelli riceve, come sindaco, dalla A.S.L. la richiesta di far cessare le attività esercitate nel centro ippico dei figli a Vallericcia per mancanza di autorizzazione sanitaria. Dalla lettera emerge che le attività abusive duravano da anni. Da tale data, ma in realtà da molto prima, fino al 16 marzo 2012 (giorno di cessazione dell’incarico di sindaco), E. Cianfanelli s’è ben guardato dal fare il suo dovere. Addirittura, anziché nascondersi per la vergogna, vuol far passare per intimidazione a lui e ai suoi le accuse fondate di casi penalmente rilevanti, come questo di favoritismo familistico.

Questa e altre “imprese” le chiamano, con insuperabile spudoratezza, lavorare per Ariccia. Sciò!

Friday, 09 November 2012 10:37

Scene da un matrimonio

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Il titolo di questo manifesto è ripreso dal bellissimo film di Ingmar Bergman. Nella finzione cinematografica il regista svedese narra la crisi matrimoniale, il divorzio e, nel finale, il riavvicinamento dei due protagonisti. La vicenda descritta dalle fotografie sottostanti è invece vera, si svolge ad Albano Laziale, in una via dove un politico ariccino e la sua partner, anche lei attiva in politica, abitano, e ci consegna una storia ben diversa: precisamente uno sfregio alla legalità. Dimostra, infatti, come un bene pubblico fosse usato come un bene proprio da questo politico della cerchia più vicina a Emilio Cianfanelli. All’epoca, lui era segretario del circolo di Ariccia del P.D. e dipendente comunale (ha ancora questi ruoli) e lei era presidente del consiglio comunale ariccino. Al momento del fatto, lui non era in servizio.

 

Arriva lei alla guida di un veicolo  Arriva lei alla guida di un veicolo.
 Subito dopo arriva lui alla guida di un  veicolo del Comune di Ariccia (Servizio Notifiche) Subito dopo arriva lui alla guida di un  veicolo del Comune di Ariccia (Servizio Notifiche).
 Scende lui con un pacchetto in mano Scende lui con un pacchetto in mano.
 Poi scende lei. Il veicolo comunale è a due passi: quindi, lei poteva ben vedere l’uso illecito che se ne stava facendo Poi scende lei. Il veicolo comunale è a due passi: quindi, lei poteva ben vedere l’uso illecito che se ne stava facendo.

 

Una domanda alla segretaria del Comune di Ariccia: anche stavolta lui andò a ritirare atti urgenti fuori di Ariccia? In casa propria e fuori servizio? Suvvia, la verità è che andò a curare le sue faccende, come altre volte, con il veicolo comunale consumando carburante a spese degli Ariccini. Che faranno, dinanzi ai casi deplorevoli come questo accertati e da noi denunciati con recenti manifesti, le persone serie del partito che si definisce della legalità?

Saturday, 27 October 2012 21:39

Che bella compagnia

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Ha avuto effetto il nostro manifesto sulla nomina illecita a membro dell’organismo indipendente di valutazione del Comune di Ariccia fatta da Emilio Cianfanelli, come sindaco, a favore del suo scudiero che rivestiva il ruolo di tesoriere del circolo ariccino del P.D. e che, avendo questo ruolo, non poteva assolutamente ricevere tale nomina. Lo scudiero s’è dimesso: è la prova regina che avevamo ragione. Non è tutto: ci è giunta la voce che parte del compenso mensile del dimissionario sarebbe stata versata sul conto corrente bancario intestato al circolo ariccino del P.D., finanziato dunque, se fosse così, anche con denaro pubblico. È vero o no?
 
C’è un’altra perla. Ricordate il nostro manifesto sulla concessione irregolare di un servizio comunale, del valore stimato di oltre due milioni di euro, data da un funzionario comunale di stretta fede cianfanelliana a una cooperativa sociale che, al momento dell’espletamento della gara, non aveva il requisito essenziale (iscrizione alla sezione B dell’albo regionale delle cooperative sociali) per parteciparvi? La cooperativa è gestita di fatto da un uomo della cerchia elettorale di E. Cianfanelli.
 
Ebbene, ci è giunta la voce che una persona invalida sarebbe stata assunta, a sua insaputa, da tale cooperativa e che dal suo estratto conto previdenziale risulterebbe una retribuzione fino al 31 maggio scorso, che non avrebbe mai ricevuto. Che potrebbe essere successo? Per avere l’iscrizione alla sezione B dell’albo regionale specificato, che la cooperativa affidataria del servizio comunale ha ottenuto solo dopo lo svolgimento della gara, si deve dimostrare di avere una compagine di lavoratori composta per almeno il 30% da persone svantaggiate (invalidi e altre categorie bisognose di tutela sociale). Allora una domanda: se fosse fondata la voce giuntaci, l’assunzione di quella persona invalida e ignara del fatto serviva forse a dimostrare di avere quel 30% di persone svantaggiate e ottenere così, in tutta fretta, l’iscrizione all’albo regionale?
 
È stata fatta o no la finta assunzione? Se fosse stata fatta, un solo commento: vergogna!
 
Infine: come è finita la vicenda di un altro scudiero di E. Cianfanelli, il dipendente comunale fotografato più volte fuori del territorio ariccino e fuori servizio con una vettura comunale usata dal servizio notifiche? Nessun provvedimento disciplinare?
 
Che bella compagnia”: così un passo della splendida canzone «Anime salve» di Fabrizio De Andrè. Proprio una “bella compagnia” quella di E. Cianfanelli, che, per non farci mancare nulla, ci ha lasciato pure le casse comunali vuote.  
 
Roberto Di Felice
Saturday, 20 October 2012 14:18

Il tesoriere del P.D. e l'incarico vietato

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Nelle amministrazioni pubbliche, come quella comunale, opera un organismo il cui compito principale è valutare le prestazioni individuali dei dirigenti e responsabili dei servizi e la prestazione dell’intera organizzazione amministrativa.
 
Questo organismo di valutazione può essere composto da uno o tre membri. 
 
Emilio Cianfanelli in questi anni ha nominato sempre tre membri. Amministrazioni ben più complesse del Comune di Ariccia, quali diversi Ministeri, ne hanno uno soltanto. 
 
Ad Ariccia l’attuale compenso mensile dei membri di tale organismo supera 600 euro e lo percepiscono soggetti che già godono di un certo benessere economico. 
 
Con la nomina di tre membri e non di uno solo, E. Cianfanelli ha privato dunque le casse comunali di risorse che potevano essere destinate, con effetti sociali migliori, a cittadini economicamente deboli. 
 
Non è da stupirsi di ciò. Quella di E. Cianfanelli è sempre stata una politica finanziaria di pesante “tassificazione” portata avanti seguendo il suo modello ideale: togliere ai poveri per dare ai ricchi.
 
Ma c’è ben altro. Uno dei membri dell’organismo ariccino di valutazione, il sig. Romano Liberati, pensionato che segue come un’ombra E. Cianfanelli, anzi gli sta appiccicato addosso come una figurina (tra l’altro gli somiglia fisicamente in modo impressionante), è stato per anni, mentre era componente di questo organismo (lo è tuttora), tesoriere e rappresentante legale del circolo di Ariccia del Partito Democratico e, nella veste di tesoriere, ha attestato che i versamenti fatti al circolo venivano accreditati su un conto corrente aperto presso la filiale di Milano di una banca del gruppo Intesa Sanpaolo. 
 
Questo fatto è di una gravità morale assoluta e veramente grave anche dal punto di vista giuridico: siccome l’organismo di valutazione deve essere indipendente dalla sfera politica, le norme che ne disciplinano la composizione vietano che vi appartengano soggetti che rivestono incarichi pubblici elettivi o cariche in partiti politici.
 
Dunque, in contrasto con norme imperative, con denaro pubblico che avrebbe potuto, anzi dovuto in quest’epoca di crisi economica, essere destinato ai cittadini più poveri, E. Cianfanelli, dando, da padre generoso verso la sua famiglia elettorale, un incarico, che non poteva assolutamente conferire, a uno dei suoi scudieri, gli ha permesso di percepire un compenso ingiusto. 
 
Va detto, infine, che il beneficiato, seppur tesoriere e rappresentante legale del circolo di Ariccia del P.D., addirittura era, alle ultime elezioni comunali, uno dei due delegati della lista “Alleanza per Ariccia”: circolo bizzarro, dunque, quello ariccino del P.D., con il suo rappresentante legale disposto a svolgere contemporaneamente due parti politiche inconciliabili pur di mantenersi un incarico che non poteva ricevere. 
 
Con i personaggi della Cianfanelleide, Ariccia ha ormai una sua collaudata compagnia di varietà (Matteo Renzi la rottamerebbe sicuramente), che sarebbe capace di muovere una seria concorrenza al Bagaglino se quest’ultima compagnia di spettacolo fosse ancora in attività. 
 
Roberto Di Felice
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